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Nove giorni, due città, sei startup africane e un obiettivo: costruire ponti concreti tra due ecosistemi dell’innovazione. Dal 20 al 28 giugno 2026, BeEntrepreneurs APS porta a Milano e Bologna i sei team vincitori di Next Generation Africa 2025, il programma di accelerazione che ogni anno seleziona le startup più promettenti dell’Africa sub-sahariana e le accompagna in un percorso intensivo di formazione, mentorship e pitching.
L’edizione 2025/2026 si è svolta in Tanzania: una bootcamp week a Dar es Salaam (agosto 2025) ha coinvolto 10 volontari e 25 startup selezionate su oltre 672 candidature provenienti da 19 Paesi africani – un aumento del 50% rispetto all’edizione precedente. Il demo day finale, ospitato al Nafasi Art Space, ha decretato i sei team che ora arrivano in Italia.
Le sei startup protagoniste
Sei team, sei soluzioni già testate sul mercato e modelli di business concreti per settori strategici: healthcare, agritech, supply chain, IoT sanitario, nutrizione e social enterprise. accomunati da un approccio che parte da problemi reali per costruire soluzioni scalabili a tutto il continente africano.
MariTest (Kampala, Uganda) realizza un dispositivo portatile non invasivo per la diagnosi della malaria in meno di due minuti tramite biosensori IA, senza bisogno di sangue, reagenti o rifiuti medici. Nel 2022, durante il suo tirocinio su un’isola remota dell’Uganda, Hakeem Kakooza contrasse la malaria. L’unica clinica locale aveva esaurito i kit diagnostici: nessun test disponibile, nessun laboratorio funzionante, nessun tecnico. Kakooza rischiò la vita aspettando una diagnosi che non arrivava. Quell’esperienza lo cambiò. “Mi resi conto che la malaria non è solo un problema di salute: è una minaccia all’istruzione, all’economia, alla vita intera. In Uganda da sola, il 50% dell’assenteismo scolastico è causato dalla malaria”dice il fondatore e CEO della startup. Da quell’esperienza nacque MariTest: un dispositivo portatile non invasivo in grado di rilevare la malaria in meno di due minuti, senza prelievi di sangue, senza reagenti chimici, senza rifiuti medici. Il sistema usa biosensori alimentati da intelligenza artificiale e può essere operato anche da chi non ha formazione sanitaria specializzata, esattamente il tipo di operatore che si trova nelle comunità rurali dove la malattia colpisce di più. Il prototipo ha raggiunto l‘80% di accuratezza su oltre 1.800 pazienti, con una partnership già firmata con Oxford University Innovation. Il passo successivo è un trial clinico su oltre 1.000 pazienti e l’approvazione regolatoria, con deployment pianificato in Uganda, Kenya e Rwanda. Il mercato della diagnosi della malaria nell’Africa subsahariana vale circa 500 milioni di dollari l’anno e richiede oltre 250 milioni di test annui. MariTest vuole ridefinirne l’infrastruttura.
Lishe360 (Dar es Salaam, Tanzania) sviluppa alimenti per l’infanzia arricchiti con superfood locali per combattere la malnutrizione, con una community attiva di oltre 260mila genitori. Nel 2017 Simon Mbangalukela studiava ingegneria chimica all’Università di Dar es Salaam. Durante una pausa, tornò a casa e vide sua sorella, neomamma, alle prese con un problema semplice e invisibile: non sapeva come nutrire bene il suo bambino. Simon cercava risorse online e trovava solo contenuti pensati per altri Paesi, inapplicabili al contesto tanzaniano. Cominciò a raccogliere informazioni, le condivise con la sorella, e funzionò. Poi si chiese: quante altre famiglie hanno lo stesso problema? Il problema è enorme. In Tanzania più del 58% dei bambini sotto i cinque anni soffre di “fame nascosta”: vengono nutriti regolarmente, ma con cibi privi dei micronutrienti essenziali. Le conseguenze come stunting, sistema immunitario compromesso, sviluppo cognitivo rallentato, si ripercuotono per tutta la vita e costano al Paese decine di miliardi di dollari in produttività perduta. Lishe360 risponde in due modi. Il primo è un prodotto fisico: alimenti per l’infanzia arricchiti con superfood locali come nocciole, mandorle e anacardi, formulati per colmare esattamente quelle carenze. La seconda è una piattaforma digitale di educazione nutrizionale che raggiunge oggi oltre 260mila genitori attraverso community gratuite su WhatsApp, Facebook, Instagram e TikTok. Entrambi i fondatori di Afya Ya Mnyama e Lishe360 sono stati riconosciuti tra i Top 75 agripreneur del 2025 GoGettaz Agripreneur Prize, uno dei più importanti riconoscimenti per l’imprenditoria agricola africana. I numeri parlano chiaro: oltre 100mila unità vendute, 430mila dollari di ricavi in poco più di due anni, crescita del 50% nell’ultimo biennio, già profittevole. Simon e il suo team vengono in Italia cercando distributori, retailer e investitori focalizzati sulla salute infantile.
TruSource (Nairobi, Kenya), piattaforma cloud per la tracciabilità delle esportazioni agricole farm-to-fork, che riduce i costi di compliance fino al 60%. Fino al 30% delle esportazioni agricole africane viene respinto ai porti di ingresso europei e americani. Non per problemi di qualità del prodotto, ma per mancanza di documentazione, tracciabilità lacunosa o errori nella gestione della catena del freddo. In Africa orientale, un esportatore gestisce in media oltre dodici documenti per singola spedizione, quasi tutti ancora su carta, e perde più di 85 ore a settimana in pratiche manuali. Il risultato: spedizioni bloccate, carichi deperibili persi, mercati internazionali inaccessibili per migliaia di piccoli produttori. TruSource sostituisce questo sistema frammentato con una piattaforma cloud che collega ogni fase della filiera, dall’azienda agricola alla destinazione finale, creando un registro continuo di origine, movimentazione e condizioni di stoccaggio. Il sistema genera automaticamente la documentazione di compliance e si integra con i principali operatori logistici internazionali come Maersk, MSC e CMA CGM. Supporta già i requisiti del nuovo regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), che dal dicembre 2025 impone a tutti gli esportatori verso l’UE di dimostrare la tracciabilità completa delle proprie filiere. Il mercato è urgente: le grandi e medie imprese devono essere in regola entro il 30 dicembre 2026, le micro e piccole imprese entro il 30 giugno 2027. TruSource è già posizionata per diventare l’infrastruttura di compliance di riferimento per l’export agricolo africano verso l’Europa. Risultato: riduzione dei costi di compliance fino al 60%, efficienza operativa in crescita del 40%. Il team viene in Italia cercando corporate agroalimentari, operatori della logistica internazionale e investitori con competenza in B2B SaaS e filiere agricole.
Vortan (Arusha, Tanzania) mette a punto l’ecosistema IoT che connette dispositivi medici ai sistemi ospedalieri in tempo reale, con alert di emergenza istantanei. Daniel Mkongo, ingegnere meccatronico con otto anni di esperienza in sistemi embedded e IA, descrive il problema con un’immagine concreta: negli ospedali dell’Africa orientale ci sono ventilatori, monitor per i parametri vitali, pompe per infusione ma nessuno di questi apparecchi parla con gli altri o con i sistemi informativi dell’ospedale. I medici devono spostarsi fisicamente da un dispositivo all’altro, leggere i numeri a mano e trascriverli su carta. In un reparto di terapia intensiva, dove ogni minuto è critico, questo non è un problema organizzativo: è un rischio clinico diretto. Mkongo è stato riconosciuto tra i Top 100 Change Maker della Tanzania da Serengeti Bytes. MediLink, il prodotto sviluppato da Vortan, risolve questo problema trasformando qualsiasi dispositivo medico indipendentemente da marca, età o protocollo, in una fonte di dati in tempo reale. La piattaforma aggrega i segnali, genera alert istantanei configurabili, produce insight predittivi basati su AI e funziona anche dove la connessione internet è instabile o assente, grazie alla tecnologia LoRa. Non è un prototipo: tre pilot ospedalieri sono stati completati con successo e Vortan ha già ricevuto ordini di acquisto da più strutture sanitarie. In Italia il team cercherà partner nel settore della tecnologia medica, distributori di dispositivi sanitari e investitori con expertise in digital health per i mercati emergenti.
Afya Ya Mnyama Digital (Morogoro, Tanzania), piattaforma di monitoraggio del bestiame con sensori smart e analisi IA per ottimizzare produttività e salute animale. Maganga Mabula è un veterinario cresciuto a Morogoro, regione agricola al centro della Tanzania. Sa dall’esperienza diretta come funziona – o non funziona – la gestione sanitaria del bestiame nelle aree rurali: un allevatore scopre che il suo animale è malato solo quando mostra già sintomi visibili, spesso quando è troppo tardi per intervenire senza costi elevati. I servizi veterinari sono rari e spesso irraggiungibili. In Tanzania, le perdite annuali legate alle malattie del bestiame superano i 150 milioni di dollari; a livello globale, le malattie animali costano 300 miliardi di dollari l’anno. “Un agricoltore non ha bisogno di capire l’IA. Ha bisogno di ricevere un SMS che gli dice che la sua mucca ha la febbre prima che lui se ne accorga”, dice. La piattaforma Mnyama Check usa sensori applicati agli animali, in orecchini o boli ruminali, per monitorare in continuo temperatura, movimento e comportamento. L’IA analizza i dati e rileva segnali precoci di malattia o stress prima che siano visibili all’occhio umano. L’allevatore riceve un alert sul telefono. Questo trasforma la gestione zootecnica da reattiva a preventiva, portando la precision farming ai piccoli allevatori. I risultati sul campo sono già concreti: oltre 3.500 sensori venduti, più di 9mila animali monitorati, 150 veterinari certificati sulla piattaforma. Il progetto ha ricevuto 55mila dollari in grant da Carnegie Mellon University Africa e dall’Ifakara Innovation Hub, ed è stato selezionato tra i Top 75 dell’edizione 2025 del GoGettaz Agripreneur Prize, la più importante competizione per l’imprenditoria agricola africana, insieme a Lishe360. Il team viene in Italia cercando investitori in agritech, partnership con cooperative e istituzioni, e accesso a reti di distribuzione internazionali.
Impactio (Nairobi, Kenya) – SaaS che automatizza i processi amministrativi di ONG e imprese sociali, collegando i finanziamenti alle attività sul campo in tempo reale. Peter Kanda e Sarah Njeri, i due co-fondatori di Impactio, vengono entrambi dal mondo dello sviluppo internazionale e conoscono dall’interno la contraddizione fondamentale del settore nonprofit: organizzazioni che gestiscono milioni di euro per cambiare il mondo, ma che operano con fogli Excel, software contabili non integrati e reportistica manuale che consuma settimane di lavoro. Il paradosso è che più un’organizzazione cresce, più questa inefficienza diventa insostenibile. Il problema ha dimensioni continentali. In Africa, il settore nonprofit e delle imprese sociali gestisce miliardi in finanziamenti per lo sviluppo ogni anno, ma il continente perde circa 89 miliardi di dollari annui in flussi finanziari illeciti e la mancanza di trasparenza e tracciabilità nei sistemi di gestione contribuisce strutturalmente al problema. La fiducia dei donor si erode ogni volta che la reportistica è incompleta, in ritardo o incoerente. Impactio è costruita per risolvere questo. La piattaforma SaaS integra in un unico ambiente la gestione finanziaria, la programmazione delle attività sul campo, le risorse umane, il monitoraggio e la valutazione dell’impatto e collega i finanziamenti direttamente alle attività operative in tempo reale, automatizzando la reportistica verso i donor. Il risultato: riduzione del 50-70% nel tempo dedicato al reporting manuale, riduzione del 30-50% nella data entry. Il prodotto è già operativo, con moduli Finance, HR, Programs e MEAL attivi e i primi clienti SaaS post-revenue acquisiti. Con circa 20mila dollari di ARR già nel primo trimestre 2026 e un target di 100mila dollari entro fine anno, Impactio cerca in Italia partner nel mondo della cooperazione internazionale, fondazioni e investitori con expertise nel SaaS per il settore non profit.
Il programma del roadshow con lo Startup Africa day
Il roadshow si articola in nove giorni tra Milano e Bologna, con sessioni B2B con investitori e corporate, visite sul campo e partecipazione a We Make Future e con lo Startup Africa day, l’evento pubblico di Milano del 23 giugno presso gli spazi di Parco Center.
Il momento principale del roadshow è lo Startup Africa day, l’unico evento in Italia interamente dedicato all’innovazione africana. Si svolge martedì 23 giugno 2026, presso Parco Center di Milano, in partnership con In Africa.
Il programma della serata prevede i pitch delle sei startup africane, keynote talk dedicati al cuore dell’innovazione africana e un cocktail di networking a tema italo-senegalese. Tra i relatori confermati: Albert Antwi-Boasiako (e-Crime bureau), Neo Mooki (Botswana stock exchange) e Sharon Tumushabe (Legacy Hills Investments): figure di spicco rispettivamente nel campo della cybersecurity e della governance digitale africana, della finanza internazionale e dell’impact investing. Voci diverse per percorso e geografia – dal Ghana al Botswana, passando per i mercati emergenti dell’Africa orientale – che restituiscono insieme la complessità e la vitalità di un continente in piena trasformazione.
“Da quasi dieci anni costruiamo questo ponte tra l’Italia e l’Africa. Sono persone che si incontrano, idee che si mescolano, opportunità che nascono da conversazioni che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Startup Africa roadshow è la dimostrazione che la collaborazione tra ecosistemi può generare valore reale. Le sei startup che arrivano quest’anno sono la prova migliore che l’innovazione africana non ha bisogno di essere scoperta – ha bisogno di essere incontrata e sostenuta. E siamo convinti che gli incontri di queste settimane daranno vita a partnership durature tra i due continenti”, dice Andrea Censoni, presidente e co-fondatore di BeEntrepreneurs APS
Il Roadshow 2026 è realizzato con il supporto di In Africa, BIP, Primo Capital, Prolaw e SearchOn, e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam. Durante la settimana, le sei startup incontreranno una selezione di oltre 80 impact investor, fondazioni, angel, startup, aziende e corporate italiane, un’occasione unica di matchmaking tra l’ecosistema dell’innovazione italiano e le migliori realtà imprenditoriali dell’Africa orientale (Startupbusiness è media partner del progetto).
Dal 2017 BeEntrepreneurs APS ha formato oltre 450 imprenditori, di cui la metà donne, accelerato 150 startup in 7 edizioni africane attraverso 6 paesi del continente, e organizzato 4 edizioni del roadshow italiano. Le startup alumni del programma hanno raccolto complessivamente oltre 17 milioni di euro tra investimenti e grant. Nel 2025 BeEntrepreneurs ha ricevuto il secondo Premio all’Eccellenza Formativa assegnato da AIF, l’Associazione italiana formatori, in riconoscimento del valore del progetto Startup Africa Roadtrip come modello formativo ad alto impatto per lo sviluppo imprenditoriale in Africa (nella foto un momento della premiazione di Next Generation Africa 2025).
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