{"id":382880,"date":"2026-06-11T00:27:44","date_gmt":"2026-06-10T22:27:44","guid":{"rendered":"https:\/\/prostartup.it\/l-edizione-2026-di-startup-africa-roadshow-a-milano-e-bologna\/"},"modified":"2026-06-11T00:27:44","modified_gmt":"2026-06-10T22:27:44","slug":"l-edizione-2026-di-startup-africa-roadshow-a-milano-e-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prostartup.it\/ru\/l-edizione-2026-di-startup-africa-roadshow-a-milano-e-bologna\/","title":{"rendered":"L\u2019edizione 2026 di Startup Africa roadshow a Milano e Bologna"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/ywAAAAAAQABAAACAUwAOw==\" fifu-lazy=\"1\" fifu-data-sizes=\"auto\" fifu-data-srcset=\"https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=75&resize=75&ssl=1 75w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=100&resize=100&ssl=1 100w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=150&resize=150&ssl=1 150w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=240&resize=240&ssl=1 240w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=320&resize=320&ssl=1 320w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=500&resize=500&ssl=1 500w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=640&resize=640&ssl=1 640w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=800&resize=800&ssl=1 800w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=1024&resize=1024&ssl=1 1024w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=1280&resize=1280&ssl=1 1280w, https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1&w=1600&resize=1600&ssl=1 1600w\" fifu-data-src=\"https:\/\/i3.wp.com\/www.startupbusiness.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/africa-piccola.jpg?ssl=1\" class=\"ff-og-image-inserted\"><\/div>\n<div id=\"article-content-index\">\n<h3>Indice degli argomenti<\/h3>\n<\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nove giorni, due citt\u00e0, sei startup africane e un obiettivo: costruire ponti concreti tra due ecosistemi dell\u2019innovazione. Dal 20 al 28 giugno 2026, <strong>BeEntrepreneurs APS<\/strong> porta a Milano e Bologna i sei team vincitori di <strong>Next Generation Africa 2025, <\/strong>il programma di accelerazione che ogni anno seleziona le startup pi\u00f9 promettenti dell\u2019Africa sub-sahariana e le accompagna in un percorso intensivo di formazione, mentorship e pitching.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edizione 2025\/2026 si \u00e8 svolta in Tanzania: una bootcamp week a Dar es Salaam (agosto 2025) ha coinvolto 10 volontari e 25 startup selezionate su oltre <strong>672 candidature provenienti da 19 Paesi africani<\/strong> \u2013 un aumento del 50% rispetto all\u2019edizione precedente. Il demo day finale, ospitato al Nafasi Art Space, ha decretato i sei team che ora arrivano in Italia.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le sei startup protagoniste<\/strong><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sei team, sei soluzioni gi\u00e0 testate sul mercato e modelli di business concreti per settori strategici: healthcare, agritech, supply chain, IoT sanitario, nutrizione e social enterprise. accomunati da un approccio che parte da problemi reali per costruire soluzioni scalabili a tutto il continente africano.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MariTest (Kampala, Uganda) realizza un dispositivo portatile non invasivo per la diagnosi della malaria in meno di due minuti tramite biosensori IA, senza bisogno di sangue, reagenti o rifiuti medici.<\/strong> Nel 2022, durante il suo tirocinio su un\u2019isola remota dell\u2019Uganda, Hakeem Kakooza contrasse la malaria. L\u2019unica clinica locale aveva esaurito i kit diagnostici: nessun test disponibile, nessun laboratorio funzionante, nessun tecnico. Kakooza rischi\u00f2 la vita aspettando una diagnosi che non arrivava. Quell\u2019esperienza lo cambi\u00f2. \u201cMi resi conto che la malaria non \u00e8 solo un problema di salute: \u00e8 una minaccia all\u2019istruzione, all\u2019economia, alla vita intera. In Uganda da sola, il 50% dell\u2019assenteismo scolastico \u00e8 causato dalla malaria\u201ddice il fondatore e CEO della startup. Da quell\u2019esperienza nacque MariTest: un dispositivo portatile non invasivo in grado di rilevare la malaria in meno di due minuti, senza prelievi di sangue, senza reagenti chimici, senza rifiuti medici. Il sistema usa biosensori alimentati da intelligenza artificiale e pu\u00f2 essere operato anche da chi non ha formazione sanitaria specializzata, esattamente il tipo di operatore che si trova nelle comunit\u00e0 rurali dove la malattia colpisce di pi\u00f9. Il prototipo ha raggiunto l\u201880% di accuratezza su oltre 1.800 pazienti, con una partnership gi\u00e0 firmata con Oxford University Innovation. Il passo successivo \u00e8 un trial clinico su oltre 1.000 pazienti e l\u2019approvazione regolatoria, con deployment pianificato in Uganda, Kenya e Rwanda. Il mercato della diagnosi della malaria nell\u2019Africa subsahariana vale circa 500 milioni di dollari l\u2019anno e richiede oltre 250 milioni di test annui. MariTest vuole ridefinirne l\u2019infrastruttura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lishe360 (Dar es Salaam, Tanzania) sviluppa alimenti per l\u2019infanzia arricchiti con superfood locali per combattere la malnutrizione, con una community attiva di oltre 260mila genitori.<\/strong> Nel 2017 Simon Mbangalukela studiava ingegneria chimica all\u2019Universit\u00e0 di Dar es Salaam. Durante una pausa, torn\u00f2 a casa e vide sua sorella, neomamma, alle prese con un problema semplice e invisibile: non sapeva come nutrire bene il suo bambino. Simon cercava risorse online e trovava solo contenuti pensati per altri Paesi, inapplicabili al contesto tanzaniano. Cominci\u00f2 a raccogliere informazioni, le condivise con la sorella, e funzion\u00f2. Poi si chiese: quante altre famiglie hanno lo stesso problema? Il problema \u00e8 enorme. In Tanzania pi\u00f9 del 58% dei bambini sotto i cinque anni soffre di \u201cfame nascosta\u201d: vengono nutriti regolarmente, ma con cibi privi dei micronutrienti essenziali. Le conseguenze come stunting, sistema immunitario compromesso, sviluppo cognitivo rallentato, si ripercuotono per tutta la vita e costano al Paese decine di miliardi di dollari in produttivit\u00e0 perduta. Lishe360 risponde in due modi. Il primo \u00e8 un prodotto fisico: alimenti per l\u2019infanzia arricchiti con superfood locali come nocciole, mandorle e anacardi, formulati per colmare esattamente quelle carenze. La seconda \u00e8 una piattaforma digitale di educazione nutrizionale che raggiunge oggi oltre 260mila genitori attraverso community gratuite su WhatsApp, Facebook, Instagram e TikTok. Entrambi i fondatori di Afya Ya Mnyama e Lishe360 sono stati riconosciuti tra i Top 75 agripreneur del 2025 GoGettaz Agripreneur Prize, uno dei pi\u00f9 importanti riconoscimenti per l\u2019imprenditoria agricola africana. I numeri parlano chiaro: oltre 100mila unit\u00e0 vendute, 430mila dollari di ricavi in poco pi\u00f9 di due anni, crescita del 50% nell\u2019ultimo biennio, gi\u00e0 profittevole. Simon e il suo team vengono in Italia cercando distributori, retailer e investitori focalizzati sulla salute infantile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>TruSource (Nairobi, Kenya), piattaforma cloud per la tracciabilit\u00e0 delle esportazioni agricole farm-to-fork, che riduce i costi di compliance fino al 60%. <\/strong>Fino al 30% delle esportazioni agricole africane viene respinto ai porti di ingresso europei e americani. Non per problemi di qualit\u00e0 del prodotto, ma per mancanza di documentazione, tracciabilit\u00e0 lacunosa o errori nella gestione della catena del freddo. In Africa orientale, un esportatore gestisce in media oltre dodici documenti per singola spedizione, quasi tutti ancora su carta, e perde pi\u00f9 di 85 ore a settimana in pratiche manuali. Il risultato: spedizioni bloccate, carichi deperibili persi, mercati internazionali inaccessibili per migliaia di piccoli produttori. TruSource sostituisce questo sistema frammentato con una piattaforma cloud che collega ogni fase della filiera, dall\u2019azienda agricola alla destinazione finale, creando un registro continuo di origine, movimentazione e condizioni di stoccaggio. Il sistema genera automaticamente la documentazione di compliance e si integra con i principali operatori logistici internazionali come Maersk, MSC e CMA CGM. Supporta gi\u00e0 i requisiti del nuovo regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), che dal dicembre 2025 impone a tutti gli esportatori verso l\u2019UE di dimostrare la tracciabilit\u00e0 completa delle proprie filiere. Il mercato \u00e8 urgente: le grandi e medie imprese devono essere in regola entro il 30 dicembre 2026, le micro e piccole imprese entro il 30 giugno 2027. TruSource \u00e8 gi\u00e0 posizionata per diventare l\u2019infrastruttura di compliance di riferimento per l\u2019export agricolo africano verso l\u2019Europa. Risultato: riduzione dei costi di compliance fino al 60%, efficienza operativa in crescita del 40%. Il team viene in Italia cercando corporate agroalimentari, operatori della logistica internazionale e investitori con competenza in B2B SaaS e filiere agricole.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vortan (Arusha, Tanzania) mette a punto l\u2019ecosistema IoT che connette dispositivi medici ai sistemi ospedalieri in tempo reale, con alert di emergenza istantanei. <\/strong>Daniel Mkongo, ingegnere meccatronico con otto anni di esperienza in sistemi embedded e IA, descrive il problema con un\u2019immagine concreta: negli ospedali dell\u2019Africa orientale ci sono ventilatori, monitor per i parametri vitali, pompe per infusione ma nessuno di questi apparecchi parla con gli altri o con i sistemi informativi dell\u2019ospedale. I medici devono spostarsi fisicamente da un dispositivo all\u2019altro, leggere i numeri a mano e trascriverli su carta. In un reparto di terapia intensiva, dove ogni minuto \u00e8 critico, questo non \u00e8 un problema organizzativo: \u00e8 un rischio clinico diretto. Mkongo \u00e8 stato riconosciuto tra i Top 100 Change Maker della Tanzania da Serengeti Bytes. MediLink, il prodotto sviluppato da Vortan, risolve questo problema trasformando qualsiasi dispositivo medico indipendentemente da marca, et\u00e0 o protocollo, in una fonte di dati in tempo reale. La piattaforma aggrega i segnali, genera alert istantanei configurabili, produce insight predittivi basati su AI e funziona anche dove la connessione internet \u00e8 instabile o assente, grazie alla tecnologia LoRa. Non \u00e8 un prototipo: tre pilot ospedalieri sono stati completati con successo e Vortan ha gi\u00e0 ricevuto ordini di acquisto da pi\u00f9 strutture sanitarie. In Italia il team cercher\u00e0 partner nel settore della tecnologia medica, distributori di dispositivi sanitari e investitori con expertise in digital health per i mercati emergenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Afya Ya Mnyama Digital (Morogoro, Tanzania), piattaforma di monitoraggio del bestiame con sensori smart e analisi IA per ottimizzare produttivit\u00e0 e salute animale.<\/strong> Maganga Mabula \u00e8 un veterinario cresciuto a Morogoro, regione agricola al centro della Tanzania. Sa dall\u2019esperienza diretta come funziona \u2013 o non funziona \u2013 la gestione sanitaria del bestiame nelle aree rurali: un allevatore scopre che il suo animale \u00e8 malato solo quando mostra gi\u00e0 sintomi visibili, spesso quando \u00e8 troppo tardi per intervenire senza costi elevati. I servizi veterinari sono rari e spesso irraggiungibili. In Tanzania, le perdite annuali legate alle malattie del bestiame superano i 150 milioni di dollari; a livello globale, le malattie animali costano 300 miliardi di dollari l\u2019anno. \u201cUn agricoltore non ha bisogno di capire l\u2019IA. Ha bisogno di ricevere un SMS che gli dice che la sua mucca ha la febbre prima che lui se ne accorga\u201d, dice. La piattaforma Mnyama Check usa sensori applicati agli animali, in orecchini o boli ruminali, per monitorare in continuo temperatura, movimento e comportamento. L\u2019IA analizza i dati e rileva segnali precoci di malattia o stress prima che siano visibili all\u2019occhio umano. L\u2019allevatore riceve un alert sul telefono. Questo trasforma la gestione zootecnica da reattiva a preventiva, portando la precision farming ai piccoli allevatori. I risultati sul campo sono gi\u00e0 concreti: oltre 3.500 sensori venduti, pi\u00f9 di 9mila animali monitorati, 150 veterinari certificati sulla piattaforma. Il progetto ha ricevuto 55mila dollari in grant da Carnegie Mellon University Africa e dall\u2019Ifakara Innovation Hub, ed \u00e8 stato selezionato tra i Top 75 dell\u2019edizione 2025 del GoGettaz Agripreneur Prize, la pi\u00f9 importante competizione per l\u2019imprenditoria agricola africana, insieme a Lishe360. Il team viene in Italia cercando investitori in agritech, partnership con cooperative e istituzioni, e accesso a reti di distribuzione internazionali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Impactio (Nairobi, Kenya) \u2013 SaaS che automatizza i processi amministrativi di ONG e imprese sociali, collegando i finanziamenti alle attivit\u00e0 sul campo in tempo reale.<\/strong> Peter Kanda e Sarah Njeri, i due co-fondatori di Impactio, vengono entrambi dal mondo dello sviluppo internazionale e conoscono dall\u2019interno la contraddizione fondamentale del settore nonprofit: organizzazioni che gestiscono milioni di euro per cambiare il mondo, ma che operano con fogli Excel, software contabili non integrati e reportistica manuale che consuma settimane di lavoro. Il paradosso \u00e8 che pi\u00f9 un\u2019organizzazione cresce, pi\u00f9 questa inefficienza diventa insostenibile. Il problema ha dimensioni continentali. In Africa, il settore nonprofit e delle imprese sociali gestisce miliardi in finanziamenti per lo sviluppo ogni anno, ma il continente perde circa 89 miliardi di dollari annui in flussi finanziari illeciti e la mancanza di trasparenza e tracciabilit\u00e0 nei sistemi di gestione contribuisce strutturalmente al problema. La fiducia dei donor si erode ogni volta che la reportistica \u00e8 incompleta, in ritardo o incoerente. Impactio \u00e8 costruita per risolvere questo. La piattaforma SaaS integra in un unico ambiente la gestione finanziaria, la programmazione delle attivit\u00e0 sul campo, le risorse umane, il monitoraggio e la valutazione dell\u2019impatto e collega i finanziamenti direttamente alle attivit\u00e0 operative in tempo reale, automatizzando la reportistica verso i donor. Il risultato: riduzione del 50-70% nel tempo dedicato al reporting manuale, riduzione del 30-50% nella data entry. Il prodotto \u00e8 gi\u00e0 operativo, con moduli Finance, HR, Programs e MEAL attivi e i primi clienti SaaS post-revenue acquisiti. Con circa 20mila dollari di ARR gi\u00e0 nel primo trimestre 2026 e un target di 100mila dollari entro fine anno, Impactio cerca in Italia partner nel mondo della cooperazione internazionale, fondazioni e investitori con expertise nel SaaS per il settore non profit.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il programma del roadshow<\/strong> con lo Startup Africa day<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il roadshow si articola in nove giorni tra Milano e Bologna, con sessioni B2B con investitori e corporate, visite sul campo e partecipazione a We Make Future e con lo Startup Africa day, l\u2019evento pubblico di Milano del 23 giugno presso gli spazi di Parco Center.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento principale del roadshow \u00e8 lo <strong>Startup Africa day, l\u2019unico evento in Italia interamente dedicato all\u2019innovazione africana. Si svolge marted\u00ec 23 giugno 2026, presso Parco Center di Milano, in partnership con In Africa. <\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il programma della serata prevede i pitch delle sei startup africane, keynote talk dedicati al cuore dell\u2019innovazione africana e un cocktail di networking a tema italo-senegalese. Tra i relatori confermati: <strong>Albert Antwi-Boasiako (e-Crime bureau), Neo Mooki (Botswana stock exchange) e Sharon Tumushabe (Legacy Hills Investments)<\/strong>: figure di spicco rispettivamente nel campo della cybersecurity e della governance digitale africana, della finanza internazionale e dell\u2019impact investing. Voci diverse per percorso e geografia \u2013 dal Ghana al Botswana, passando per i mercati emergenti dell\u2019Africa orientale \u2013 che restituiscono insieme la complessit\u00e0 e la vitalit\u00e0 di un continente in piena trasformazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDa quasi dieci anni costruiamo questo ponte tra l\u2019Italia e l\u2019Africa. Sono persone che si incontrano, idee che si mescolano, opportunit\u00e0 che nascono da conversazioni che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Startup Africa roadshow \u00e8 la dimostrazione che la collaborazione tra ecosistemi pu\u00f2 generare valore reale. <strong>Le sei startup che arrivano quest\u2019anno sono la prova migliore che l\u2019innovazione africana non ha bisogno di essere scoperta \u2013 ha bisogno di essere incontrata e sostenuta. E siamo convinti che gli incontri di queste settimane daranno vita a partnership durature tra i due continenti\u201d, dice Andrea Censoni, presidente e co-fondatore di BeEntrepreneurs APS<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Roadshow 2026 \u00e8 realizzato con il supporto di In Africa, BIP, Primo Capital, Prolaw e SearchOn, e con il patrocinio dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Dar es Salaam. Durante la settimana, le sei startup incontreranno una selezione di oltre 80 impact investor, fondazioni, angel, startup, aziende e corporate italiane, un\u2019occasione unica di matchmaking tra l\u2019ecosistema dell\u2019innovazione italiano e le migliori realt\u00e0 imprenditoriali dell\u2019Africa orientale (Startupbusiness \u00e8 media partner del progetto). <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2017 BeEntrepreneurs APS ha formato oltre 450 imprenditori, di cui la met\u00e0 donne, accelerato 150 startup in 7 edizioni africane attraverso 6 paesi del continente, e organizzato 4 edizioni del roadshow italiano. Le startup alumni del programma hanno raccolto complessivamente oltre 17 milioni di euro tra investimenti e grant. Nel 2025 BeEntrepreneurs ha ricevuto il secondo Premio all\u2019Eccellenza Formativa assegnato da AIF, l\u2019Associazione italiana formatori, in riconoscimento del valore del progetto Startup Africa Roadtrip come modello formativo ad alto impatto per lo sviluppo imprenditoriale in Africa (nella foto un momento della premiazione di Next Generation Africa 2025).<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<div class=\"article-donation-banner\">\n<div class=\"article-donation-banner__content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"article-donation-banner__kicker\">SUPPORTA STARTUPBUSINESS<\/span><\/p>\n<h3 class=\"article-donation-banner__title\">Ti \u00e8 stato utile questo articolo?<\/h3>\n<p>Con una piccola donazione ci aiuti a continuare a produrre contenuti indipendenti.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<hr \/>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indice degli argomenti Nove giorni, due citt\u00e0, sei startup africane e un obiettivo: costruire ponti concreti tra due ecosistemi dell\u2019innovazione. 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